Tutti pazzi per Amara

L’amaro di arance rosse siciliane conquista le eccellenze. Da Joe Bastianich, che gli ha dedicato un cocktail, al magazine Elle, che lo ha scelto come partner per la Settimana della Moda

Dalla pianta alla bottiglia. Amara è l’unico amaro italiano figlio di un’azienda agricola che ne segue l’intera filiera di produzione, non limitandosi alla trasformazione. Sarà per questa cura estrema con cui è confezionato, o per l’inconfondibile sapore, che si è ritagliato un posto sempre più stabile nel mercato di nicchia.

Grandi eventi
Reduci da Lugano – dove gli Amara Spritz Cocktail sono stati al fianco delle opere del designer Vito Nesta nella mostra organizzata dal pop-up store Sour – gli ideatori dell’amaro siciliano, Giuseppe Librizzi ed Edoardo Strano, sono sbarcati anche a Milano per l’anniversario dei 30 anni di ELLE.
Un riconoscimento importante, quello della storica rivista di moda, che ha scelto la bottiglia made in Sicily per il party che si è svolto a Brera il 25 febbraio, durante la Milano Fashion Week.
Tra poco, dal 4 al 9 aprile, sarà la volta del Salone del mobile, ma anche di eventi di settore di prestigio come  il Taste di Firenze e Vinitaly.

La rinascita dell’arancia rossa
Il trionfo di Amara, sottolineano Librizzi e Strano, non è soltanto dovuto all’accuratezza della produzione e alle scelte di qualità. Si tratta di una piccola rivoluzione del mercato che ha restituito dignità all’arancia Rossa di Sicilia e a chi da decenni ha scommesso e investito sulla sua coltivazione.
Oggi Amara è presente nelle carte degli after dinner dei grandi stellati italiani, sugli scaffali delle migliori enoteche e dei gourmet store e in tutti quei luoghi in cui si va alla ricerca dell’accuratezza e dello stile anche delle piccole produzioni; sempre più spesso lo si trova  anche nel resto d’Europa e oltre Oceano, tanto che persino Joe Bastianich ci ha fatto il suo “Sirena Spritz” al ristorante La Sirena a New York. 

 

Nelle foto: il successo made in Sicily di Amara

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